Come funziona la prenotazione e costi dei loculi cimiteriali

I loculi cimiteriali sono delle nicchie funerarie, in genere di forma quadrata, che vengono utilizzate sia per la sepoltura dei feretri (soprattutto in mancanza di spazi disponibili a terra) sia per il seppellimento delle urne cinerarie.

Loculi cimiteriali: che forma hanno?
Loculi cimiteriali: da quanto tempo esistono?
Loculi cimiteriali: esiste una compravendita tra privati?
Chi costruisce i loculi?

Di solito fanno parte di complessi funebri più ampi che, a seconda della grandezza dei loculi, vengono definiti colombari (nel caso in cui ospitino le urne con le ceneri dei defunti), catatombe (se invece contengono bare) o mausolei (questo se racchiudono soltanto i resti di una persona che, da viva, ricopriva una carica importante, o un gruppo di persone che hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia, come i 100mila soldati italiani del Sacrario Militare di Redipuglia, caduti durante la Prima Guerra Mondiale).

loculi e mausoleo nel cimitero

Loculi cimiteriali: in quale materiale vengono realizzati?

La parte esterna dei loculi cimiteriali viene costruita in pietra naturale oppure in marmo, mentre la chiusura viene realizzata con una muratura a mattoni oppure con una lastra di cemento armato, due materiali che oltre a garantire stabilità, impediscono l’eventuale fuoriuscita di liquidi e di cattivi odori.

Anche se sono stati salutati come una novità nell’architettura cimiteriale, in Italia sono ancora poco presenti i loculi prefabbricati in acciaio inox. I gusci di questi loculi, a differenza dei loculi in marmo o in pietra naturale, vengono creati a partire da vetroresina oppure da acciaio inox.
A livello di costi, i loculi cimiteriali in acciaio inox sono più economici, ma sono anche meno pregiati e meno belli da vedere a livello estetico.

Invece i loculi cimiteriali in marmo e in pietra naturale, oltre ad essere resistenti, appagano anche l’occhio, ma per contro sono molto più costosi a causa della qualità dei materiali utilizzati, che sono più pregiati rispetto all’acciaio inox e alla vetroresina.

Loculi cimiteriali: che forma hanno?

I loculi cimiteriali moderni, sono contraddistinti da una forma quadrata, pensato non solo per rendere più agevole l’inserimento dell’urna o del feretro, ma anche la loro apertura al momento dell’estumulazione. Sulla parte esterna, oltre al nome e al cognome del defunto in lettere d’oro, di bronzo oppure nere, troviamo sempre la data di nascita, la data di morte e un piccolo vaso per i fiori in bronzo.

Può però capitare che i loculi, a causa della loro grandezza ridotta, riportino solo il nome e il cognome del defunto e l’anno di nascita e di morte.

In alcuni casi i loculi, come nel cimitero di Torre del Greco, possono avere una forma rettangolare e contenere più di una salma o di un’urna, mentre in epoca romana erano molto diffusi anche i loculi ad arco, chiamati così perché la sommità formava un arco perfetto.

Loculi cimiteriali: da quanto tempo esistono?

I primi loculi di cui siamo a conoscenza risalgono nientemeno che all’antica Roma: dato il numero di abitanti presente all’interno dell’Urbe e nelle città più grandi, tra il I secolo a.C e il II secolo d.C. risultarono molto funzionali per custodire all’interno di spazi ristretti le ceneri di numerose persone.

In seguito, con l’avvento del Cristianesimo, i loculi scomparvero e anche la pratica della cremazione diventò sempre più rara a causa del fatto che, oltre ad essere guardata con sospetto per via delle sue origini pagane, per i primi cattolici poteva interferire con la resurrezione del corpo e con la sua riunione con l’anima.

Questa situazione durò fino al XIX secolo quando, con l’avvento dell’Illuminismo, la cremazione non solo tornò in auge tra le persone laiche e che osteggiavano lo strapotere della Chiesa, ma in più vennero gettate le base dei moderni regolamenti cimiteriali, che imponevano la sepoltura dei cadaveri fuori dalle mura delle città e non più al loro interno e nelle chiese.

In Italia la prima cremazione con il primo forno crematorio moderno avvenne il 22 gennaio 1876 presso il Cimitero Monumentale di Milano. L’impianto utilizzato per l’occasione era un forno crematorio a gas illuminante che venne costruito appositamente da Giovanni Polli e da Celeste Clericetti per cremare il corpo dell’imprenditore svizzero Alberto Keller (che giocò anche un ruolo importante nella nascita del primo forno crematorio moderno, perché non solo ne finanziò la costruzione, ma quando era in vita, contro il parere contrario della Chiesa Cattolica, chiese espressamente di esservi cremato).

Paolo Gorini, uno scienziato e matematico italiano che vi assistette, si rese però conto che il forno di Polli e Clericetti, oltre ad essere complicato da usare, era anche molto costoso e delicato.

Decise quindi di perfezionare il sistema e creò un forno crematorio che funzionava con fascine di pioppo e con il sistema della fiamma diretta. Questo impianto, oltre a sostituire ben presto quello di Polli e Clericetti nel Cimitero Monumentale di Milano, venne installato non solo a Bombay, a Londra e persino in Giappone, ma ben presto si diffuse anche in tutta Italia, dove venne utilizzato fin ai primi anni Ottanta prima di essere sostituito dapprima da un forno crematorio a gasolio, poi da impianti ancora più moderni.

Loculi cimiteriali e cremazione: fattori culturali

I primi loculi cimiteriali vennero creati per motivi di praticità e anche per poter dare sepoltura ai defunti che abitavano nelle grandi città, soprattutto a Roma, che durante l’antichità era uno dei centri più popolosi. Un primo declino importante lo si ebbe con il Cristianesimo, che pur non osteggiandola in modo aperto, guardava in modo sospetto alla cremazione perché si trattava di un rito funebre pagano.

In seguito, anche se sempre più Illuministi per contrastare la chiesa cominciarono a scegliere la cremazione e la sepoltura in un loculo, giudicata più laica (i loculi infatti erano uguali per tutti e non avevano particolari ornamenti), nel 1963 la Chiesa si aprì per la prima volta verso i fedeli che si facevano cremare, accettando sì questa scelta, ma a condizione che la stessa non derivasse dal desiderio di negare i dogmi cristiani, di proclamarsi seguaci di qualche setta o un odio sprezzante nei confronti della Chiesa Cattolica.

Il 2 marzo 2012 la Cei, dopo anni di resistenze, diede finalmente il suo consenso definitivo alla cremazione e al seppellimento delle urne nei loculi. Rimane però tuttora il divieto di disperdere le ceneri in mare, in natura, di conservarle in casa o in giardino. Per quanto riguarda invece i protestanti, la cremazione è ammessa senza riserve e non è mai stata proibita, mentre tra gli ortodossi il rito è considerato apertamente illegale e, in alcuni casi, è già successo che le massime autorità della Chiesa Ortodossa obbligassero i loro fedeli ad utilizzare l’inumazione.

Un altro motivo che portò alla decadenza dell’uso dei loculi alla fine dell’Impero Romano, e anche della cremazione, fu la scarsità di legname, un materiale indispensabile per la combustione dei cadaveri e che diventò sempre più prezioso.Da segnalare anche che la cremazione, pur non essendo più diffusa, prima dell’avvento dell’Illuminismo e della salita al trono dell’imperatore Napoleone Bonaparte venne utilizzata in casi eccezionali per impedire il propagarsi delle malattie.

Nel 1656 a Napoli, anno in cui si verificò una delle ultime epidemie di peste nera in Europa, non potendo seppellire tutte le 60’000 vittime, le autorità decisero in via eccezionale di bruciare i corpi. Questa cremazione collettiva, che lascia ancora interdetti per il numero elevato di cadaveri e per il poco tempo impiegato, si svolse in appena una settimana.

Come si possono prenotare i loculi cimiteriali?

Per poter prenotare un loculo cimiteriale, è necessario un solo requisito: essere morti.

Sembra uno scherzo, ma in molti comuni italiani è questa la realtà: quando si è ancora in vita non è possibile acquistare un loculo, a meno che non si sia parenti stretti di un defunto già sepolto nel cimitero (o anche di più defunti) e si abbia più di 65 anni.

Il prezzo per la concessione varia dai 353 euro per le cellette cinerarie fino ai 2650 euro per un loculo in cui è possibile inserire un feretro.

Tutta la procedura viene effettuata dall’ufficio che gestisce il cimitero all’interno del comune in cui si desidera acquistare il loculo (e nel quale si deve essere domiciliati), ma se ci si trova in un momento difficile e molto doloroso (ovvero la decisione di acquistare il loculo perché abbiamo perso un parente e abbiamo deciso di tumularne la bara o l’urna), in alternativa è possibile far sbrigare tutte le pratiche burocratiche all’agenzia di pompe funebri scelta per l’organizzazione del funerale.

Per quanto riguarda l’annosa questione dei loculi vicini ai famigliari, se i loculi vicini sono liberi oppure hanno superato i 50 anni e non ci sono più parenti viventi che possono occuparsi della tomba del defunto, si può richiedere la concessione del loculo vicino a quello del proprio famigliare stretto, come ad esempio il marito (i coniugi infatti sono l’unico caso in cui due defunti possono essere messi vicini o sepolti nello stesso loculo).

Se il defunto ha stipulato una concessione ereditaria jure sanguinis, gli eredi non solo possono ereditare il loculo, ma anche il diritto di farsi seppellire lì insieme a mogli, figli e parenti fino al VI grado. La concessione, a seconda dei comuni e dei singoli casi, può avere durata decennale, ventennale, trentennale, quarantennale, novantennale o perenne.

Se si intende rinnovare una scadenza trentennale, è necessario presentarsi presso il Comune con il denaro richiesto per il rinnovo, un documento di identità valido e il codice fiscale.
L’assegnazione viene eseguita dall’ufficio concessioni cimiteriali del comune di residenza. Una volta ricevuta la richiesta da parte del cittadino e una marca da bollo di 16 euro, il personale dell’ufficio determina l’ubicazione e il tipo di loculo, dopodiché rilascia una distinta per il pagamento.

Fatto il pagamento, il comune contatta il cittadino interessato per la firma del contratto. Fatta eccezione per il caso dei coniugi, dove è possibile decidere dove mettere il loculo, di solito l’assegnazione del loculo avviene in modo casuale e in base alla disponibilità.

Loculi cimiteriali: esiste una compravendita tra privati?

No, non esiste, perché la compravendita di loculi cimiteriali è vietata dal regolamento cimiteriale.
Anche se il vecchio regolamento di polizia mortuaria del Regno d’Italia Decreto numero 1880 del 1942 prevedeva la possibilità di cedere le sepolture private a soggetti viventi, oggi il cimitero è demanio comunale, quindi solo il Comune può accordare la cessione in uso delle sepolture.

Ci sono già stati casi di loculi abusivi in Italia?

Sì, si sono già verificati casi di loculi abusivi, soprattutto nell’Italia Meridionale.

Il caso più recente, risalente al 25 luglio 2018, è accaduto a Montecorvino di Rovella, nel Salento, dove sono stati costruiti dodici nuovi loculi senza il consenso dell’amministrazione comunale. Le sepolture, costruite dalla Confraternita Santissimo Rosario e San Rocco, sono state demolite dal comune e, al momento della demolizione, non erano occupati da salme.

Un altro caso, quest’ultimo avvenuto alla fine di maggio del 2018, ha riguardato il cimitero di San Martino delle Scale, nel Palermitano, dove quattro persone fornivano loculi e tombe dietro pagamento di tangenti e, per farlo, rubavano alcune tombe, distruggevano i cadaveri e allargavano abusivamente la struttura.

Loculi cimiteriali: quanto tempo possono durare?

I loculi, a seconda del materiale con cui vengono realizzati, possono avere una durata compresa tra i 30 e i 90 anni. Sono molto resistenti e, per legge, devono essere in grado di riuscire a sopportare un peso di almeno 250 chili senza il rischio di cedere.

Che vuol dire accatastare i loculi?

Per accastare, in ambito giuridico, si intende censire tutti gli immobili secondo i fini fiscali, poi attribuire loro un’identificazione tramite l’assegnazione di una specifica categoria.
I loculi, così come le tombe di famiglie e i sepolcri a terra, non possono essere accatastati, perché le rendite provenienti da quest’ultimi non vengono tassati. Per quanto riguarda i fabbricati che si possono accastare, tra questi troviamo i depositi di osservazione, le camere mortuarie, i forni crematori e gli impianti tecnici, cioè tutte quelle costruzioni necessarie per i servizi cimiteriali.

Quale è il costo dei loculi prefabbricati?

I loculi prefabbricati hanno un prezzo che va dai 34 euro (per i loculi utilizzati per seppellire le urne) fino ai 324 euro (per quelli destinati ad accogliere i feretri).

Quale è il costo dei loculi “speciali”?

Il prezzo dei loculi “speciali”, che si trovano all’interno delle tombe di famiglia, va da un minimo di 2000 euro in su.

Per questo motivo, e anche per via del costo decisamente inaccessibile, l’acquisto viene fatto soltanto dalle persone ricche (le stesse che possono permettersi la costruzione di una cappella di famiglia, per la quale possono essere necessari anche più di trentamila euro) o da persone che ci tengono in modo particolare ad essere seppelliti accanto ai propri cari nella stessa tomba di famiglia.

Loculi cimiteriali: le spese sono detraibili?

Sì, le spese sostenute per l’acquisto del loculo, come anche i servizi delle onoranze funebri, del trasporto, la fattura del fiorista e i diritti cimiteriali pagati al comune, sono detraibili dalle tasse.

Per far sì che possano essere scalate dalle imposte, è necessario che queste spese siano avvenute in occasione della morte di una persona. In caso contrario non possono essere detratte. È possibile ricevere uno sconto fino al 19% (circa 1550 euro) dalle tasse per la sepoltura.

Loculi cimiteriali: dove costano di più e dove di meno?

Il costo dei loculi cimiteriali non varia in base ai comuni di residenza, anche se in quelli del Sud Italia è possibile pagare di meno rispetto al Nord e al Centro Italia, ma in base alla loro posizione.

I loculi più economici sono situati nella quinta fila: appena 880 euro (680 euro se la persona aveva un reddito Isee inferiore ai 7600 euro in vita). I più costosi invece, a sorpresa, non sono quelli della prima fila (che si ferma a 2380 euro), ma quelli della seconda, che è anche una delle più richieste e ambite: ben 2580 euro. Per la quarta fila è necessario sborsare 1280 euro, mentre per la terza sono richiesti 1880 euro.
Se pensate però che questi prezzi siano cari, vi sbagliate: per un’edicola gentilizia, che può contenere quattro loculi e quattro cellette per le urna o per le ossa, si può arrivare a spendere anche 25mila euro.

Loculi cimiteriali: quanto sono distanti dalle chiese?

Dipende: alcuni cimiteri, soprattutto nei paesi più piccoli e dove non è presente una grande concentrazione di persone, si trovano appena dietro le chiese, mentre in altri invece possono essere distanti anche un chilometro. Nelle grandi città, dove il numero della popolazione non ha permesso la costruzione di cimiteri nei pressi delle chiese per motivi igienici e sanitari, i loculi si trovano spesso in periferia, quindi per raggiungerli è necessario spostarsi dalla chiesa, o dalle chiese, con l’aiuto di una macchina.

In origine i cimiteri, anche nelle grandi città, erano collocati sotto le chiese più grandi o nelle mura cittadine, ma una svolta clamorosa la si ebbe nel 1804 quando Napoleone Bonaparte, con l’emanazione dell’editto di Saint Cloud, impose non solo che i cimiteri fossero posti al di fuori delle mure cittadine per evitare la diffusione di malattie, ma che fossero collocati in luoghi arieggiati, soleggiati e avessero tombe uguali, di modo che non vi fossero discriminazioni tra i morti.

bare di un cimitero inglese

L’ossario dove si trova?

L’ossario si trova in genere in una cappella posta all’interno del cimitero o, in alcuni casi molto rari (questo per gli ossari di costruzione non recente), in una cappella situata vicina alle chiese.Serve per conservare le ossa dei defunti che hanno subito il processo dell’estumulazione e che non vengono richieste dai famigliari per una successiva tumulazione in loculo o in messa a terra.

Loculi cimiteriali: chi è incaricato di chiuderli?

A seconda dei singoli casi, i loculi possono essere chiusi dagli impresari delle pompe funebri o, in alternativa, dagli addetti comunali preposti alla gestione e al mantenimento del cimitero.

Cosa è un loculo perpetuo?

Un loculo perpetuo è un loculo che ha una concessione valida per 99 anni e che, se prestabilito dal contratto di concessione, può essere ereditato dai discendenti diretti. Per esempio, se il loculo perpetuo è stato acquistato da un nonno per seppellirvi la coniuge, alla sua morte potrà essere utilizzato dai figli e dai nipoti.

Loculi cimiteriali: cosa dice la normativa in merito?

L’attuale normativa cimiteriale, che è stata completamente rinnovata, prevede che per i loculi sia stata effettuata una verifica antisismica e che le loro pareti siano impermeabili alle fuoriuscite di gas e di liquidi.

Essi devono essere inoltre in grado di reggere un peso di almeno 250 chili e possono contenere al massimo un feretro. Pertanto, se i figli desiderano seppellire la madre insieme al padre e hanno ricevuto il relativo consenso dal Comune, dovranno provvedere prima alla cremazione della bara precedente o, se non è possibile, all’incinerimento della bara successiva e al consecutivo seppellimento in urna cineraria.

I loculi possono avere più piani ed essere sovrapposti. Ciascun loculo deve avere uno spazio esterno libero grande abbastanza da permettere l’introduzione del feretro o dell’urna, mentre la chiusura dev’essere realizzata con muratura di mattoni pieni a una testa, che dovranno essere altresì intonacati nella parte esterna, oppure in cemento armato o in pietra naturale.

Sono rigide le leggi cimiteriali?

Sì, le leggi cimiteriali in Italia, come d’altronde nel resto dell’Europa, sono molto rigide, ma per un motivo ben preciso: al di là di quello che possono aver rappresentato per noi o di quello che hanno fatto durante la vita terrena, se non vengono sepolti in modo dignitoso e con tutte le sicurezze del caso, c’è il rischio che i nostri cari inizino ad emanare cattivi odori o che il liquido cadaverico fuoriesca dal loculo.

Inoltre, in caso di terremoti o di altre catastrofi naturali, di certo non farebbe piacere ritrovare il loculo in cui è seppellito un nostro parente completamente distrutto e con i resti, o le ceneri, sparsi in tutta l’area in cui prima erano presenti le tombe a muro.

Quali sono le dimensioni standard?

Le dimensioni attuali, che sono anch’esse previste dalla legge vigente, prevedono che ciascun loculo abbia una lunghezza di almeno 2,25 metri, una larghezza di 0,75 metri e un’altezza di 0,70 metri per i feretri. Per i loculi destinati al seppellimento degli ossarietti individuali sono concessi invece 0,70 metri di lunghezza, 0,30 metri di larghezza e 0,30 metri di altezza.

Infine, i loculi riservati alla sepoltura delle urne cinerarie, visto che quest’ultime non occupano tanto spazio rispetto ai feretri e agli ossarietti, possono avere una lunghezza di 0,30 metri, una larghezza di 0,30 metri e un’altezza di 0,50 metri.

Queste misure non si possono superare, perché altrimenti non ci sarebbe lo spazio per altri loculi, né tanto meno possono essere inferiori, perché il rischio è quello di non riuscire ad introdurre il feretro o l’urna, quindi il loculo diventerebbe inservibile.

Loculi cimiteriali: esistono casi in cui queste misure possono essere superate?

No, anzi, se il feretro è fuori misura a causa della corporatura del defunto e non entra nel loculo, le alternative a disposizione sono due: o i famigliari fanno cremare il corpo (una soluzione che, spesso, le famiglie scelgono di più per motivi pratici) oppure lo ripongono in una tomba a terra fino a quando, trascorso un certo periodo di tempo, si procede con l’estumulazione, la raccolta delle ossa e la loro sepoltura in un ossarietto individuale (sempre se quest’ultima sia possibile e sempre se l’ossarietto entri nel loculo).

Esistono le lapidi senza nome? Sono legali?

Sì, esistono le lapidi senza nome: le più conosciute sono quelle dell’isola di Lesbo (Grecia), dove è presente un cimitero dei migranti.
In questi casi infatti, soprattutto se non si conosce il nome della persona né tanto meno è stato trovato un documento di identificazione tra i suoi effetti personali, il medico legale assegna un numero al corpo, che viene poi trascritto sulla tomba.

Si tratta peraltro di un caso eccezionale, perché in linea di massima, per permettere ai famigliari e anche agli addetti comunali di identificare il defunto con sicurezza, è necessario scrivere il nome e il cognome sulla lapide insieme alla data di nascita e a quella di morte.

Che funzione hanno gli altari?

Gli altari che si trovano nei cimiteri vengono utilizzati dagli impresari delle pompe funebri per appoggiare temporaneamente la bara. Durante i funerali, prima della sepoltura nella tomba scelta, c’è un momento in cui il sacerdote pronuncia una benedizione per il feretro o, se si tratta di un funerale laico, il parente più stretto fa un discorso di saluto. Gli impresari di pompe funebri, per evitare di deporre la bara sul selciato, la posano quindi su questi altari di fattura semplice, che in genere nella maggior parte dei casi vengono realizzati in pietra naturale e hanno una forma lineare, ma abbastanza massiccia da impedire che il feretro cada a terra.

Cosa si intende per cappella gentilizia?

Per cappella gentilizia si intende una struttura, che al giorno d’oggi si trova soprattutto nei cimiteri (una volta la si poteva trovare anche nei pressi dei castelli), che viene acquistata da una famiglia per seppellire i propri cari e che, durante Ognissanti, viene utilizzata anche come luogo di preghiera privato.

Una delle cappelle gentilizie più famose, che è stata costruita dall’architetto Mario Labò e scolpita dall’artigiano Leonardo Bistolfi, è quella di Arturo Toscanini, situata nel Cimitero Monumentale di Milano, originariamente realizzata per accogliere le spoglie del figlio del direttore d’orchestra, morto di difterite a Buenos Aires nel 1906. Sulla cappella è ben visibile la scultura di due figure femminili chine e di una barca, simbolo del viaggio in mare e anche del triste ritorno che dovette fare la piccola salma.

Un’altra cappella gentilizia molto famosa, quest’ultima per le numerose opere d’arte contenute in uno spazio ristretto, è quella di Sansevero a Napoli, mentre a Voghera è possibile ammirare un sacrario con le tombe dei caduti della Resistenza.

Per quanto riguarda invece l’estero, una cappella molto suggestiva è quella della famiglia Lagarde nel cimitero Père Lachaise di Parigi, riconoscibile da una grande figura femminile in bronzo che sembra proteggere l’ingresso e impedire al visitatore di attraversare quella porta, mentre a Sapanta, in Romania, si possono ammirare cappelle gentilizie piene di colori e molto briose.

Per chi vuole andare ancora più lontano, un altro cimitero che raccoglie alcune delle cappelle gentilizie più belle del mondo è quello di La Recoleta, situato in Argentina, dove è sepolta anche la celebre first lady Eva “Evita” Peron.

L’antica funzione dell’edicola cimiteriale

L’edicola cimiteriale, o cappella funeraria, è una costruzione in marmo in cui una famiglia seppellisce i defunti all’interno di loculi, ossari e cinerari. È simile per aspetto alla cappella gentilizia, ma è molto più piccola. Può essere accessoriata con vetrate o finestre in cristallo temperato. Sulla parte frontale della struttura viene trascritto il nome della famiglia, mentre nella parte interna ci si può raccogliere in preghiera o stare per un attimo con i propri cari.

A causa dell’elevato costo per la costruzione e per l’acquisto del terreno, oggi non è molto richiesta, ma alcune persone possono decidere di erigerne una come atto di devozione (da devotio, che indica un forte attaccamento nei confronti di una persona). Per quanto riguarda la fede, che per la maggior parte delle religioni è la disposizione di una persona ad accogliere come vere le informazioni di cui non ha conoscenza diretta, non rappresenta un requisito indispensabile per la costruzione di una cappella cimiteriale.

Con ciò intendiamo che i famigliari di una persona, pur essendo praticanti e credenti in Dio, possono anche non scegliere di seppellire i propri cari in un’edicola cimiteriale.

Pertanto, se una persona decide di erigere una cappella per i propri defunti (ovviamente sempre se può contare su un budget più che sostanzioso), lo fa non perché è cristiana nel senso stretto della parola, ma perché quelle persone hanno avuto un ruolo fondamentale nella sua vita e le vuole omaggiare con una struttura in cui può recarsi a trovarle e a pregare.

Chi costruisce i loculi?

In Italia i loculi vengono costruiti sia dalle aziende specializzate, come l’Arbloc, sia (ma si tratta di casi molto rari) dalle associazioni culturali, come avvenuto dal 2009 al 2012 a Rutigliano.

Per quanto riguarda la costruzione dei cimiteri, dopo che il consiglio comunale ha ricevuto il nullaosta dall’azienda sanitaria locale, il municipio dà il suo consenso all’edificazione di un nuovo cimitero o all’ampliamento di uno esistente. Il Comune indice poi un concorso pubblico, al quale partecipano le aziende con i loro progetti, e la ditta vincitrice si aggiudica la costruzione o l’ampliamento del cimitero.

Il disegno viene fatto da un architetto, mentre il progetto edilizio viene coordinato da un capo cantiere specializzato in opere funerarie.

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